Lombardia Beni Culturali

Introduzione (parziale)

Premesso che quando negli anni ’80 del secolo appena passato si è deciso di iniziare la pubblicazione delle pergamene milanesi del secolo XII per la maggior parte inedite, si è optato per una edizione sistematica dei fondi conservati negli archivi milanesi, senza ricostruire gli archivi originari. II progetto, confortato anche dall’assenso di. storici, giuristi e archivisti, ha preso il via dall’Archivio di Stato e ha definito dei criteri di massima [1] che, pur restando fermi nelle linee essenziali, si sono venuti modificando o ampliando tutte le volte che i curatori si sono trovati di fronte a realtà archivistiche diverse [2] o hanno avvertito l’opportunita di inserire copie tarde condotte su originali oggi non più reperibili [3] o di segnalare atti compresi nei registri degli enti religiosi, di cui si sono perse le tracce o sono conservati altrove [4]. Alle modifiche strutturali possiamo aggiungere varianti di scelta: sono state pubblicate pergamene del sec. XIII quando si è presentata l’esigenza di tenerle unite a quelle del secolo precedente [5], si è cominciato ad allargare il campo alle pergamene del contado [6], si è ritenuto interessante inserire nella Collana le pergamene dell’Archivio di S. Vittore di Varese [7].

Quanto detto serve a spiegare che questo XV volume ha caratteristiche ancora diverse a causa delle vicende della documentazione.

Infatti le pergamene del sec. XII della Chiesa Maggiore di Milano che vengono pubblicate in questo volume – Capitolo Maggiore, Capitolo Minore-Decumani – costituiscono solo una parte dell’archivio originario in quanto, quando il Capitolo del Duomo fu soppresso nel 1798, il suo archivio seguì le sorti degli archivi degli altri enti religiosi. Versato in quello che è oggi l’Archivio di Stato, subì numerosi spostamenti e rimaneggiamenti, il più grave dei quali avvenne quando le pergamene furono estratte per essere inserite nell’archivio diplomatico che si andava costituendo.

Solo nel 1812 al Capitolo Metropolitano, «ristabilito nel 1803 a seguito del Concordato tra Pio VII e Napoleone I» [8], furono restituiti i documenti – carte e pergamene – relativi alla sua storia istituzionale, ma non quelli inerenti al patrimonio, che, tolti quelli dati agli acquirenti dei beni di cui comprovavano i diritti, rimasero depositati nell’Archivio di Stato, dove si trovano tuttora. Su questi ultimi all’inizio del ’900 è intervenuto Cesare Manaresi, allora funzionario presso detto archivio, che in una operazione di riordino, ha ricollocato le pergamene nella loro sede originaria, insieme cioè alla parte cartacea, come descrive in una dettagliata relazione al suo direttore nel 1910 [9].

Oggi, dunque, le ricerche sulla documentazione della Chiesa Maggiore devono essere condotte in entrambi gli archivi.

L’archivio del Capitolo Metropolitano si presenta perfettamente ordinato e di facile consultazione grazie anche ad un recente studio di Fausto Ruggeri [10], il quale ha ricostruito la storia del suo nucleo principale, costituito dal Fondo Capitolo Maggiore [11], di cui egli dettagliatamente descrive gli inventari anche antecedenti alla confisca, e da preziose indicazioni archivistiche sui fondi successivamente acquisiti «di enti legati alla cattedrale, ma distinti dal capitolo, e di ecclesiastici membri del capitolo stesso, che costituiscono oggi fondi a sé» (p. 258). Tra questi ultimi, il nostro interesse si è concentrato sul Fondo Pergamene, formato successivamente estraendo le pergamene dai vari fondi e suddividendole a seconda delle loro dimensioni in tre sezioni (A, B, C), collocate in appositi cassetti.

L’Archivio di Stato conserva la documentazione nello stato in cui si trovava dopo la risistemazione del Manaresi.

Dal momento che, secondo i criteri della Collana, si pubblicano per ora solo le pergamene conservate presso detto archivio, è necessario precisare che quelle del sec. XII sono conservate nel Fondo di religione (parte antica) [12] e nelle Pergamene per fondi, sotto le intitolazioni “Capitolo Maggiore”, “Capitolo Minore”, “Decumani”.

Sono state descritte da Luigi Ferrario alla metà del secolo XIX nel Catalogo delle pergamene dell’Imperial Regio Archivio Diplomatico spettanti al secolo duodecimo, sotto la voce ‘Chiesa Metropolitana’, riunite in ordine cronologico anche se, per ovvie ragioni, non ci sono tutte [13].

Sono inventariate quelle del Capitolo maggiore nei registri conservati nel Fondo registri del Fondo di religione [14], quelle del Capitolo minore nei registri conservati nel Fondo di religione [15]. Ora, nel momento in cui si dà il via all’edizione e si dovrebbe farla precedere come negli altri volumi, da considerazioni di carattere storico diplomatico, ci si rende conto che questo nucleo di pergamene, da qualunque parte lo si esamini, essendo mutilo, e in grado di offrire solo elementi parziali sia per quanto riguarda la parte istituzionale sia per quanto concerne il rapporro fra i due capitoli e la ricostruzione della gerarchia ecclesiastica in entrambi; è necessario, per avere una visione ‘completa’, attendere l’edizione delle pergamene dell’Archivio Capitolare, ma anche l’edizione degli atti arcivescovili in quanto si è notato, alla luce di altre ricerche su tale documentazione, che i privilegi, presenti per tutto il secolo XII nella forma tipica, così come le sentenze offrono nelle sottoscrizioni autografe elementi preziosi per le identificazioni [16].

Pertanto si è deciso di non soffermarci sulle caratteristiche diplomatiche dei documenti, che ricalcano gli usi del tempo, di rimandare per ora, per quanto riguarda la parte istituzionale, all’ampio studio del Cattaneo [17].

Note

[1] Cfr. Le pergamene del secolo XII del monastero di S. Maria di Aurona di Milano conservate presso l’Arcbivio di Stato di Milano, a cura di M. F. Baroni, I, pp. V, VII.

[2] Cfr. Le pergamene del secolo XII della chiesa di S. Maria in Valle di Milano, a cura di M. F. Baroni, IV, p. 5, nota 1.

[3] Cfr., ad es., Le pergamene del secolo XII del monastero di S. Margherita di Milano, a cura di L. Zagni, II, n. 22.

[4] Cfr. Le pergamene del secolo XII … S. Radegonda, S. Sepolcro, S. Silvestro, S. Simpliciano, S. Spirito, S. Stefano, a cura di M. F. Baroni, VIII, pp. 2-5 e relative note; Le pergamene del secolo XII …, S. Apollinare, S. Caterina alla Chiusa, S. Dionigi, S. Donnino, S. Eusebio, S. Eustorgio, Lentasio, S. Marco, a cura di L. Martinelli, XII, pp. 2-3.

[5] Cfr. Le pergamene dei secoli XII e XIII del monastero di S. Pietro in Gessate, a cura di R. Perelli Cippo, VI.

[6] Cfr. Le pergamene del secolo XII della chiesa di S. Stefano di Vimercate, a cura di L. Martinelli Perelli, XIV.

[7] Due sono i volumi relativi a Varese: Le pergamene della basilica di S. Vittore di Varese, I, (899-1202), II, (1204-1260), a cura entrambi di L. Zagni (rispettivamente nn. IX e XIII della serie Le pergamene …, di cui sopra). Questi due volumi si differenziano ulteriormente da quelli sopra citati perché in essi – dovendo originariamente avere una collocazione editoriale diversa – la curatrice ha ricostruito l’archivio della basilica.

[8] Cfr. F. RUGGERI, di cui alla nota 10.

[9] C. MANARESI, Rapporto presentato all’Ill.mo Sign. Direttore del R. Archivio di Stato in Milano sulle condizioni generali delle Pergamene (Fondo di Religione) e riordinamenti compiuti nell’anno 1910, in «Annuario del R. Archivio di Stato in Milano, 1911», Milano, Palazzo del Senato, pp. 73-75 e le pp. precedenti, 24-25.

[10] F. RUGGERI, Contributo alla storia dell’Archivio del Capitolo Metropolitano, in Studi in onore di Mons. Angelo Majo per il suo 70 compleanno (Archivio Ambrosiano, LXXII), Milano 1996, pp. 257-284.

[11] In alcune cartelle sono rimaste copie cartacee di documenti segnalati in questo volume: v. docc. nn. 23, 36.

[12] Delle cartelle di questo Fondo, per la voce “Milano, Capitoli”, ha fatto uno spoglio sistematico Teresa Martellini allo scopo di rilevare se e quante sono le pergamene medievali (fino all’a. 1299) in esso conservate. Le cartelle relative al Capitolo Maggiore da lei esaminate sono 21 (nn. 144, 148, 149, 150,154, 160, 164, 165, 166, 167, 169, 175, 178, 181, 182, 187, 188, 196, 206, 207, 209); quelle relative al Capitolo Minore sono 8 (nn. 210, 211, 215, 216, 223, 229, 234, 236). Cfr. T. MARTELLINI, Le pergamene dei capitoli di Milano conservate presso l’Archivio di Stato di Milano (Fondo di Religione, parte antica), in «Studi di Storia medioevale e di Diplomatica», 10, 1989, p. 8.

[13] Vol. IV, fascicoli 52 e 53. In quest’ultimo fascicolo il Ferrario aggiunge due atti, recuperati successivamente in quanto non sono in ordine cronologico, che si ritiene opportuno segnalare in questa sede: il primo, datato 1168 novembre 12, riguarda la chiesa di S. Tecla, che aliena terre in Valera, il secondo, datato 1197 dicembre, riguarda Pavia.

[14] In quattro dei cinque registri che riguardano il Capitolo, indicati secondo l’ordine dell’Inventario: Reg. 3a: Indice dell’archivio dell’Ill.mo e Rev.mo Capitolo Metropolitano di Milano, che comprende le scritture riguardanti gli statuti e prerogative dello stesso Capitolo. Tomo I (cassetti 1-26). Reg. 3b: Indice …, che comprende le scritture dei beni dal medesimo posseduti nel ducato. Tomo IV (cassetri 57-73). Reg. 3c: Indice …, che comprende le scritture de’ beni dal medesimo possedute fuori del ducato e de’ pesi annessi alla mensa capitolare. Tomo V (cassetti 75-89). Reg. 5: Indice …, che comprende le scritture de’ beni dal medesimo posseduti nel ducato. Tomo III (cassetti 46-56). Nel Fondo di religione, cart. 209bis (Milano, Capitolo Maggiore del Duomo), esiste un altro Inventario, che comprende le scritture di cui già al Reg. 3a. Redatto da Ambrogio Pavone e sottoscritto in data 24 maggio 1884, è stato descritto da Bernadette Cereghini con la collaborazione di Fausto Ruggeri, come risulta da un’ampia scheda in esso inserita. Per la descrizione dei registri, la loro formazione e il loro utilizzo anche per i secoli successivi, si rimanda al Ruggeri, op. cit. a nota 10, p. 270 e ss.

[15] Dei due registri conservati nella cart. 236 (Milano, Capitolo Minore del Duomo), datati rispettivamente 1651 e 1711, interessa le nostre pergamene solo quello del 1711, dal titolo Rubrica generale dell’archivio del ven.do capitolo de RR. SSri Beneffitiati della Chiesa maggiore di Milano, compillata l’anno 1711.

[16] Cfr., per ora, per il privilegium e la sententia, M. F. BARONI, La documentazione arcivescovile in forma cancelleresca (secc. XI - metà XIII), in Referate zum VIII internationalen kongress für Diplomatik, Innsbruck, 27 september-3 ocktober 1993, pp. 306-310.

[17] E. CATTANEO, Istituzioni ecclesiastiche Milanesi, in Storia di Milano, ed. Treccani, IV, 1954, pp. 615-721.

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